Let me go
Let me go
Let me seek the answers that I need to know
Let me find a way
Let me walk away
Through the Undertow
Please let me go
Let me fly
Let me fly
Let me rise against that blood-red velvet sky
Let me chase it all
Break my wings and fall
Probably survive
So let me fly
Let me fly...
Let me run
Let me run
Let me ride the crest of chance into the sun
You were always there
But you may lose me here
Now love me if you dare
And let me run
I'm alive and I am true to my heart now - I am I,
but why must truth always make me die?
Let me break!
Let me bleed!
Let me tear myself apart I need to breathe!
Let me lose my way!
Let me walk astray!
Maybe to proceed...
Just let me bleed!
Let me drain!
Let me die!
Let me break the things I love I need to cry!
Let me burn it all!
Let me take my fall!
Through the cleansing fire!
Now let me die!
Let me die...
Let me out
Let me fade into that pitch-black velvet night
non serve altro. Credo.
G.A.M.E
The gentle art of making enemies
domenica 15 gennaio 2012
domenica 23 ottobre 2011
Buon viaggio Marco
Non pensavo che avrei mai pianto per una persona mai conosciuta.
Non pensavo, e il post sotto lo può confermare, che la morte di un personaggio pubblico potesse toccarmi tanto.
E non è perchè le moto sono una delle più grandi passioni della mia vita.
E' perchè non si può morire a 24 anni così. Per casualità, per sfortuna.
Non riesci a credere che una persona capace di far sorridere solo a vederla possa non farlo più. Anche se per te non era che una figurina in corsa, troppo grande per la sua moto, troppo spericolato troppo tutto.
Credo che da oggi, per quanto belle, per quanto spettacolari, alle gare di moto mancherà sempre qualcosa.
Ciao Ciao Sic.
giovedì 13 ottobre 2011
You may say you're a dreamer But you're not the only one
Passata la tempesta mediatica, la beatificazione di massa e tutto quello che di irritante ci ha dato la morte di Steve Jobs, finalmente ho raccolto le idee sul perchè mi desse tanto fastidio tutto questo parlare di una persona che indubbiamente carismatica, intelligente e visionaria lo è stata e in quanto tale è solo da apprezzare.
Tendere al meglio, avere delle ispirazioni sicuramente fa parte della natura dell'uomo.
Vedere che qualcuno ce l'ha fatta a realizzare i suoi sogni può essere un grandissimo stimolo a non mollare nei momenti di difficoltà.
Quello lo capisco.
Capisco persino che qualcuno possa sentirsi "mosso" dal discorso di Jobs a Stanford.
Per cui, vedete, sono una persona estremamente comprensiva.
Ma.
"Vorrei essere lui" non è mai stata la mia filosofia di vita.
Apprezzo grandi scrittori, mi piacerebbe raggiungere dei risultati espressivi degni di nota come i loro ma no, grazie, nel bene e nel male vorrei essere solo me. Magari all'ennesima potenza, magari più fortunata o meno testa di cazzo ma solo me.
Invece noto un confine molto labile tra questo e l'emulazione più sfrenata su questo personaggio come su tutti quelli che sono diventati simbolo di qualcosa.
Un conto è voler essere una bionda svampita, un altro cercare di essere la Monroe
Il fanatismo.
Io ho pianto la prima volta che ho visto i Take That a 13 anni.
Ero fermamente convinta che avrei sposato Mark Owen, così come dopo pochi anni mi trascinavo ciondolando depressa, in camicie a scacchi pensando di essere in contatto spirituale col dolore di Kurt Cobain.
LO SO cosa vuol dire credere stupidamente a qualcosa.
Passi la presentazione di un nuovo prodotto Apple, se ti piacciono, uccidi pure per esserci. Ma fare la coda dalla sera prima per essere il primo a mettere il piede in un cazzo di negozio che vende roba tutta uguale NO.
Nel 90% dei casi uno sfigato che probabilmente ha comprato un Mac perchè è più carino, o al limite perchè non sei capace di aggiustarti un pc normale. Poi sugli ossessivo compulsivi non ci si può fare niente, ma è una percentuale che solitamente resta fuori dai miei insulti.
La convinzione di essere folli e affamati solo perchè si sogna.
Per carità, come sottoscritto sopra, niente di male a pensare, sognare e tutto il resto. Sempre con la consapevolezza però che avere alte aspirazioni non significa sempre esserne all'altezza.
Puoi essere folle e affamato ma non avere il carisma, le competenze, il cervello; sul posto, inteso come posizione geografica come suggerisce l'articolo del Corriere di oggi no, perchè mi sembra il solito pietismo del "non ho sfondato perchè ero nel posto sbagliato"; voglio dire, pensate davvero che uno come Jobs non avrebbe preso baracca e burattini e la Apple l'avrebbe fondata comunque???
La determinazione è tutto se c'è anche altro, se effettivamente la stoffa c'è. La mediocrità non impedisce di sognare ma per favore, un pò di buon senso: tra tutti i ferventi seguaci di Jobs, tra tutti quelli che stay hungry stay foolish se lo sono marchiato a fuoco ovunque, quanti geni pensate che ci siano davvero?
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Antonio Menna,
poveri mentecatti,
stay hungry stay foolish,
Steve Jobs
martedì 4 ottobre 2011
Shit happens when you party naked.
Capita.Capita abbastanza spesso in realtà. Sto parlando di quel momento della tua vita in cui vedi finire lo schifo relativo in cui, diciamocelo, siamo impantanati tutti prima o poi, tranne rari momenti di entusiasmo.
Che da rari si faranno introvabili, perchè questo lento smorzarsi della condizione relativa è solo il preludio allo schifo assoluto, che generalmente è più appariscente, più seccante e, sopratutto, più duraturo.
Una serie di sfighe che neanche gli sceneggiatori di Fantozzi sarebbero riusciti a concepire nel loro momento di più acuto sadismo.
Roba che la decomposizione ti sembra divertente perchè è più graduale e soprattutto, sei già morto e non te ne accorgi.
E non c'è via d'uscita, soluzione o momento di tregua. Ti devi sorbire tutto, minuto per minuto e anche lì inizierai a pensare che Tantalo in fondo non se la passava male. Alla fine la pietra rotolava a valle ma mentre la portava su nessun imprevisto.
Mentre a te capita un domino di sfighe.
Piccole magari eh, ma che una volta che le tessere son cadute ti permettono di apprezzare bene, dall'alto, il risultato: la tua vita fa schifo e non cambierà fino alla prossima botta di culo.
Chessò ti succede di andare dal medico l'unico giorno che si è ammalato.
Di aver lasciato quattro euro nel parchimetro per il tempo che pensavi ti sarebbe servito per superare le vecchie e invece devi andare via. Tra l'altro l'unico giorno in vita tua che hai fatto un parcheggio perfetto in uno spazio di 5 cm circa
Di avere male consecutivamente e poi contemporaneamente a più parti del corpo.E non quelle cose che ti ammazzano e ti lasciano a letto. NO. Solo disturbi molesti ma che ti rendono perfettamente in grado di parlare e camminare e farti rompere i coglioni dagli altri.
Di essere ben disposta verso una persona che hai capito di apprezzare e ricevere una secchiata d'acqua gelida, così senza motivo. Poi pensi che magari anche questa persona ha il suo periodo no e quindi, non è che lo capisci e lo rispetti per questo, ma quanto meno gioisci sperando che sia peggio del tuo: così impara a non essere disponibile.
Di avere per le mani un qualcosa che hai costruito con pazienza (tanta) e fatica (tantissima) fino a sfiorare la perfezione. E di rendersi conto di non sapere cosa farne.
Secondo me a questo punto reagire è superfluo. è per gli sfigati che pensano di poter risolvere tutto con la buona volontà. A certe cose non c'è rimedio e farsene una ragione o accontentarsi di miglioramenti transitori e situazioni di ripiego è triste oltre che ipocrita.
Perchè il magone non te lo toglie pensare dopo qualche anno "che in fondo è stato meglio così". Perchè avere subito quello che volevi magari ti avrebbe reso ancora più felice. E sicuramente non ti avrebbe reso triste anche per un solo giorno.
Chi vi racconta il contrario probabilmente sta peggio di voi e cerca solo compagnia per non sentirsi l'unico sfigato al mondo.
è per questo, e non per giustificare la lobby delle zitelle, che hanno inventato il proverbio "meglio soli che male accompagnati"
giovedì 29 settembre 2011
Il suono dei miei pensieri
Quando sono incazzata, e credetemi, oggi lo sono, fanno esattamente questo tipo di suono, vengono ruggiti con la stessa voce e se è comodo riassumere tutto in un Dio immaginario che ha il potere di rovinarci la vita semplicemente perchè odia, senza motivo e senza ritegno (a proposito l'avete letto Caino di Saramago?) vi assicuro che quello che penso, più prosaicamente, del resto del genere umano non è certamente più lusinghiero.
mercoledì 14 settembre 2011
Repetita Iuvant
Perchè bisogna sempre ricordare da dove veniamo...
The words are so familiar -
all the same greats, the same mistakes
It doesn't have to be like this.
If you don't make a friend, now
One might make you -
So learn
The gentle art of making enemies
don't look so surprised
happy birthday...fucker
Blow that candle out,
we're gonna kick you
(don't say you're not because you are)
(don't say you're not because you are)
(history tells us that you are)
(history tells us that you are)
All you need is just one more excuse
You put up one hell of a fight
I wanna hear your very best excuse
Never felt this much alive
your day has finally come -
so wear the hat and do the dance
and let the suit keep wearing you.
this year you'll sit and take it
And you will like it -
It's the gentle art of making enemies
I deserve a reward
'cause I'm the best fuck that you ever had
and if I tighten up my hole -
you may never see the light again
(there's always an easy way out)
(there's always an easy way out)
(you need something wet in your mouth)
(you need something wet in your mouth)
mercoledì 27 luglio 2011
L'erba del vicino è sempre più verde? Basta darle fuoco.
Sono anni che me ne vado in giro a blaterare che il sarcasmo è sempre e comunque l’arma migliore in qualsiasi situazione, per quanto drammatica essa sia. Basti guardare le diverse reazioni alla strage in Norvegia, la notizia che è riuscita a farsi spazio nella soffocante (ma dove? ci sono 18 gradi!!!) calura estiva, tra un servizio sui gelati artigianali vs confezionati, appelli su “mangiate più frutta e verdura e non uscite nelle ore più calde”, cani abbandonati sull’autostrada e gossip al cocomero. Più delle complesse analisi sociologico- comportamentali potè infatti Spinoza :
“ Strage in Norvegia, unanime lo sconcerto: pare che l’attentatore sia uno dei buoni”
La controindicazione di una presa di posizione del genere è ovviamente quella di essere tacciati di insensibilità, di essere aggrediti da un “OMMMIODDIO ma sono morte delle persone come si fa a scherzarci sopra”. Si aspettano tutti che sia il tempo del cordoglio cogitabondo, della rabbia e delle lacrime, del perdono e della speranza (e comunque questo articolo non è male se volete essere seri: uno dei pochi in cui, per altro Varg Vikerness, alias Burzum, esce dal solito ambito degli sfottò metallari per mostrarsi per quello che è un vile, patetico e mostruoso invasato)
Questo perchè dicotomie sono rassicuranti, sono le difese immunitarie della società e, il più delle volte, finiscono per insegnare anche ai cattivi che i buoni sono quegli altri, rendendoli vittima della sindrome di Willy il Coyote. Se perdi è normale, se ti sconfiggono, sarai quello che esce stizzito accompagnato dall’applauso scrosciante della folla in delirio che osanna il vincitore.
Che mutua molte delle caratteristiche del principe azzurro, preferibilmente: privo di turbante, biondo con gli occhi azzurri, ma modello caucasico, non slavo perché si sa, quelli rubano, stuprano, si ubriacano e spaccano le bottiglie e poi fanno delle risse anche tra di loro. E sia mai la volta buona che si ammazzino a vicenda come quegli altri più abbronzati.
Questa volta, maguardatuchecaso, non ho sentito un singolo commento sull’estremismo religioso cristiano: perché non è istituzionalizzato? Perché si tratta di “piccoli gruppi”? Ne è bastato uno per uccidere un sacco di persone, perché questo tipo di ideologie dev’essere sottovalutato? Pochi, sparuti e malinformati servizi, e sono sicura che molti giornalisti si dolgono di non aver potuto riciclare immagini e frasi di repertorio della strage alla Columbine o delle bestie di satana perché, oltre a non essere musulmano, questo idiota palestrato non ascoltava né Manson né gli Slayer e non evocava Satana in strani riti pagani. Anche se un pensierino su Odino…
E’ a questo punto che, chi nella melma quotidiana ci si rotola e annuisce con decisione davanti all’arresto dello stupratore rumeno e si scandalizza davanti a quello 17enne della parte bene della città, non può resistere al vedersi crollare un intero sistema di certezze sotto il naso. Il sarcasmo, tocca nervi scoperti senza somministrare nessuna anestesia. Pungola il vizio socialmente accettabile e lo mette alla berlina coinvolgendo il senso comune e per cui riguarda tutti. E forse è meglio essere seppelliti da una risata che essere uccisi dal vicino di casa. Non credete anche voi?
“ Strage in Norvegia, unanime lo sconcerto: pare che l’attentatore sia uno dei buoni”
La controindicazione di una presa di posizione del genere è ovviamente quella di essere tacciati di insensibilità, di essere aggrediti da un “OMMMIODDIO ma sono morte delle persone come si fa a scherzarci sopra”. Si aspettano tutti che sia il tempo del cordoglio cogitabondo, della rabbia e delle lacrime, del perdono e della speranza (e comunque questo articolo non è male se volete essere seri: uno dei pochi in cui, per altro Varg Vikerness, alias Burzum, esce dal solito ambito degli sfottò metallari per mostrarsi per quello che è un vile, patetico e mostruoso invasato)
Questo perchè dicotomie sono rassicuranti, sono le difese immunitarie della società e, il più delle volte, finiscono per insegnare anche ai cattivi che i buoni sono quegli altri, rendendoli vittima della sindrome di Willy il Coyote. Se perdi è normale, se ti sconfiggono, sarai quello che esce stizzito accompagnato dall’applauso scrosciante della folla in delirio che osanna il vincitore.
Che mutua molte delle caratteristiche del principe azzurro, preferibilmente: privo di turbante, biondo con gli occhi azzurri, ma modello caucasico, non slavo perché si sa, quelli rubano, stuprano, si ubriacano e spaccano le bottiglie e poi fanno delle risse anche tra di loro. E sia mai la volta buona che si ammazzino a vicenda come quegli altri più abbronzati.
Questa volta, maguardatuchecaso, non ho sentito un singolo commento sull’estremismo religioso cristiano: perché non è istituzionalizzato? Perché si tratta di “piccoli gruppi”? Ne è bastato uno per uccidere un sacco di persone, perché questo tipo di ideologie dev’essere sottovalutato? Pochi, sparuti e malinformati servizi, e sono sicura che molti giornalisti si dolgono di non aver potuto riciclare immagini e frasi di repertorio della strage alla Columbine o delle bestie di satana perché, oltre a non essere musulmano, questo idiota palestrato non ascoltava né Manson né gli Slayer e non evocava Satana in strani riti pagani. Anche se un pensierino su Odino…
E’ a questo punto che, chi nella melma quotidiana ci si rotola e annuisce con decisione davanti all’arresto dello stupratore rumeno e si scandalizza davanti a quello 17enne della parte bene della città, non può resistere al vedersi crollare un intero sistema di certezze sotto il naso. Il sarcasmo, tocca nervi scoperti senza somministrare nessuna anestesia. Pungola il vizio socialmente accettabile e lo mette alla berlina coinvolgendo il senso comune e per cui riguarda tutti. E forse è meglio essere seppelliti da una risata che essere uccisi dal vicino di casa. Non credete anche voi?
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